A seguito dell’Assemblea dei Soci di Coseva tenutasi il 30 maggio 2026, si è ufficialmente insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione. In linea con quanto annunciato nel corso dell'evento, il Consiglio si è riunito per definire le cariche apicali, compiendo una scelta orientata al ricambio generazionale, pur nel segno della piena continuità con la gestione precedente.
Nei ruoli di vertice sono stati nominati due giovani quarantenni: Mattia Maccario assume la carica di nuovo Presidente, affiancato da Paolo Guglieri nel ruolo di Vice Presidente.
Il Consiglio di Amministrazione si completa con figure di grande esperienza che garantiscono la solidità e la continuità operativa della cooperativa: Giovanni Novello, Presidente uscente in carica dal 1990, manterrà il ruolo di Direttore Generale con ampie deleghe alle funzioni Commerciali; Massimo Bolla, Vice Presidente uscente, prosegue la sua attività come Direttore del Settore Logistica. Insieme a loro, fanno parte del CdA: Maria Dolores Moriano (Assistente alla Direzione Lavori del settore Multiservizi area Imperia/Savona), Sabrina Leone (impiegata tecnica presso il Polo del Vetro di Cairo Montenotte), Valerio Elafro (Caposquadra di Livello Superiore della Squadra Eventi di Sanremo), Emanuela Bonfanti (impiegata presso la sede di Missaglia) e Nikolin Gjergji (Assistente alla Direzione Lavori del settore Multiservizi area Cuneo).
Per raccontare questo importante momento di transizione e comprendere la visione presente e futura di Coseva, vi proponiamo un'intervista doppia che mette a confronto il punto di vista del Presidente uscente, Giovanni Novello, e del neo eletto Presidente, Mattia Maccario.
Mattia. La prima cosa che Giovanni ti ha insegnato
Mi ha insegnato che mettere la cravatta o la giacca elegante è segno di rispetto per gli interlocutori che ci si trova di fronte, e che investire qualche euro in più (mettendo magari in ammortamento la spesa) pur tenendo sempre in mente le giuste economie, può rappresentare un plus per il futuro, perché è sempre là che dobbiamo guardare, a chi verrà dopo di noi, per fargli trovare una cooperativa sana e solida.
Giovanni. L’ultima cosa che Mattia ti ha insegnato
Che fare più cose contemporaneamente ad un ritmo sostenuto può essere fatto senza perdere il buon umore e trovando sempre il tempo per ascoltare un interlocutore anche se fastidioso. Impegno, perseveranza e disponibilità.
Mattia e Giovanni. Un presidente deve saper fare meglio i conti, oppure avere capacità di rapportarsi con i Soci, oppure sapere in anticipo la cooperativa che verrà?
Mattia. Rispondere il giusto mix fra le tre cose sarebbe banale, quindi provo a dire che il Presidente deve riuscire a rappresentare tutti i Soci e quindi rapportarsi con loro è importante, ma deve sempre tenere ben saldo l’obiettivo di far crescere la cooperativa per darle un futuro, e quindi guardare oltre l’orizzonte. Per i conti e per aiutare ad arrivare sempre per fortuna c’è una squadra unita e coesa che aiuta il Presidente. Giovanni. Il presidente è il leader e quindi per definizione è il custode della meta. Ne consegue che deve saper anticipare la cooperativa che verrà. Sempre senza dimenticare i soci e i conti.
Mattia. Copiando in parte (perché devi dirlo tu per lui) un noto format televisivo: Giovanni che tipo di bestia si sente?
Se nel suo cuore è più “leone o gazzella” non lo so di preciso, ma di sicuro io lo vedo come un elefante! È l’animale cooperatore per eccellenza, con una mente sopraffina, ottima memoria e votato ad aiutare il proprio branco.
Giovanni. Copiando in parte (perché devi dirlo tu per lui) un noto format televisivo: Mattia che tipo di bestia si sente?
È una bestia agile, forte, intraprendente, votata a branco. È un lupo.
Mattia e Giovanni. Correva l’anno……….quando sei entrato in Coseva. Guardando indietro a cosa pensi? E guardando avanti?
Mattia. Sono entrato in Coseva, assunto come socio, nel 2009 ma la mia “carriera” in cooperativa nasce da lontano. Ero un bambino quando ritiravo il regalo dalla “befana Coseva” o partecipavo con mio padre alle grigliate in spiaggia o sui prati. Guardando indietro vedo un ragazzo, forse un po’ timido, che con tanta voglia di fare ha imparato tantissimo grazie ad un ambiente che lo ha accolto e fatto crescere. Guardando al futuro spero di trovare giovani ragazze e ragazzi con la passione per la cooperativa, con tanta voglia di fare e dedicarsi al futuro di Coseva. Giovanni. Guardando indietro penso all'epoca iniziale, pioneristica e piena di fragilità. Da allora ad oggi abbiamo fatto un percorso incredibile. Siamo passati dalla fragilità alla solidità, dalla confusione dei ruoli al dettaglio delle responsabilità, dalla speranza che ci vada bene alla programmazione di obiettivi non facili, da essere un gommone in mezzo al mare a una nave di media dimensione ma con lo scafo con gli scompartimenti anti affondamento. Penso ai rischi (anche personali) affrontati con determinazione che ci hanno fatto uscire dalla fase precaria dei primi anni. Penso che il livello di partecipazione inizialmente facilitato dall'essere in pochi non è mai venuto meno, anzi è cresciuto attraverso tante iniziative sempre aggiornate e migliorate. Guardando avanti vedo le condizioni per garantire occupazione dignitosa ai soci e le risorse per sviluppi importanti anche attraverso diversificazione. Coseva ha il capitale umano e le risorse economiche per affrontare il futuro seppur pieno di incognite. Coseva è destinata a diventare impresa di livello nazionale ed europeo.
Mattia e Giovanni. La promessa che non sei riuscito a mantenere fino ad oggi?
Mattia. Forse quella di dire qualche “no” in più.. e ci aggiungerei anche quella di riuscire a trasmettere ad altri colleghi tutte le mie competenze che ho appreso grazie al lavoro in cooperativa, ma per quest'ultima penso di avere ancora un pochino di tempo a disposizione! Giovanni. Le promesse fatte al mio prossimo penso di averle sempre mantenute. La promessa fatta a me stesso di riuscire a portare le retribuzioni dei soci Coseva su valori significativamente più alti rispetto la media del settore rimanendo competitivi non sono riuscito ad oggi ad esaudirla (anche se ci distinguiamo in positivo). Comunque resto a perseguire questa promessa.
Mattia e Giovanni. Che cosa ha una cooperativa che gli altri modelli di impresa non riescono ad avere?
Mattia. La passione e l’attaccamento dei veri soci. Impegnarsi per il bene di chi ti sta accanto è una benzina inesauribile che porta in primis una grande soddisfazione personale, e di conseguenza un ambiente di lavoro sereno e produttivo. Una volta ho sentito una frase, pronunciata ad un convegno Legacoop: “un cooperatore è h24, non può timbrare il cartellino alla fine della giornata, ma resta sempre cooperatore” e penso che questo sia ciò che davvero distingue la cooperazione dalle altre imprese, la voglia di lavorare sapendo che tutto quello che si costruisce è un bene comune che rimarrà all’interno dell’azienda per le generazioni future. Giovanni. La non necessità del profitto massimo a tutti i costi. La proprietà diffusa e collettiva che significa non avere padroni.
Mattia e Giovanni. Che cosa provi quando balli alla festa, che segue ogni anno alla fine dell’assemblea, insieme a persone che arrivano da decine di Paesi in tutto il mondo?
Mattia. In primis un senso di soddisfazione, perché se siamo arrivati a ballare significa che l’Assemblea è andata bene e la macchina organizzativa che porta centinaia di persone a partecipare all’evento ha funzionato. Poi mi sento fortunato, perché vedendo tante persone così diverse che si uniscono, ballano insieme, condividono momenti spensierati, mi fa pensare quanto è bello lavorare in una cooperativa come Coseva. Giovanni. Vicinanza e voglia di condividere esperienze insieme. Gioia di vivere. Modi di ballare diversi che sono forme di comunicazione diverse con il comune denominatore del voler socializzare.
Mattia. Cosa sai fare peggio di lui?
Molte cose, citandone solo due posso dire la guida in autostrada e le trattative commerciali. Ringrazio però Giovanni perché tante cose che ho imparato a fare sono merito suo.
Giovanni. Cosa sai fare peggio di lui?
Ritengo possa essere un elenco lungo. Con lui l’informatica, le nuove tecnologie, le lingue straniere, lavorare su più tavoli contemporaneamente sono una battaglia persa. Ma non è un elenco esaustivo.