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Una Storia Così...

22/09/2022

Una Storia Così...

Ci sono storie che è giusto raccontare perché avrebbero potuto non essere tue. E allora ti saresti davvero perso qualcosa.

Storie diverse che, inaspettate, arrivano direttamente al cuore. E si piantano lì. Tu le hai vissute e credevi di averle assorbite. In qualche modo esaurite.

Pensavi che non sarebbero più riuscite a commuoverti, a farti provare i brividi. Eri convinto di averle archiviate in qualche sperduto angolo della tua memoria o della tua vita passata.

Ad un tratto però, ti accorgi che sono entrate in te più di quanto tu abbia fatto parte di loro. Le senti circolare, ti suggeriscono ricordi, ti risvegliano emozioni.

E' un attimo e nei momenti più impensati, anche a distanza di tempo, te le ritrovi addosso dappertutto.

Quella della nostra Cooperativa è una storia così.

Dei quarant’anni che COSEVA compie oggi ne ho vissuti in prima persona ventiquattro. Posso dire di essere diventato grande in cooperativa.

Di tutti questi anni ho un mare di ricordi. E i ricordi, si sa, fanno parte di noi come le foto che li immortalano.

Che si tratti di un artistico bianco e nero oppure di una sbiadita polaroid come del più digitalizzato dei “selfie”, gli scatti rubano spazio al tempo, inchiodano quell’attimo che altrimenti sarebbe fuggente per sempre e diventano un tutt’uno con la nostra vita.

E’ questa la magia delle foto. E’ questa la magia che sento percorrermi l’anima mentre sfoglio i libri pubblicati per festeggiare i passati compleanni di COSEVA.

Foto di gruppo, figure intere, primi e primissimi piani, piani americani, campi lunghi, medi e lunghissimi. Una vera enciclopedia a fascicoli del nostro lavoro, una lunga, densa ed intensa sequenza di vita vissuta pienamente.

Cerco la giusta ispirazione che mi consenta di fare a tutti noi gli auguri per i nostri primi quarant’anni e ci rivedo bellissimi, anche se magari siamo un po’ sfuocati, anche se in quella foto siamo rimasti con quell’espressione un po’ così.

Momenti di vita sociale. Ma più dei momenti, i volti. Gli occhi.

La fatica e i sorrisi, la concentrazione e la festa, il divertimento e l’impegno s’alternano nelle immagini che scorrono e che si ripropongono alla mia memoria.

Vortici di sguardi e di gesti. Persone delle quali ho solo sentito parlare oppure altre che ho conosciuto e con le quali ho condiviso idee, lavoro, soddisfazioni e delusioni.  

Soci che ho visto investire su COSEVA i propri anni migliori, altri che l’hanno fatto, ma poi hanno preferito andare via, o sono dovuti andare via. Perché si cambia, perché il mondo cambia o perché, semplicemente, si va a fare dell’altro.

Amici che ho trovato e anche ritrovato, altri che per strada ho perduto. E qualcuno di questi, purtroppo, per sempre.

Loro l’hanno fatta questa storia. Sono loro le voci, la passione, la forza. E allora è così che voglio fare gli auguri a tutti noi ed alla nostra cooperativa.

Non parlando di numeri, che sono importanti, beninteso, che sono la sostanza del nostro lavoro. Qualcun altro l’ha fatto e lo farà meglio di me.  

Non passando in rassegna questo o quell’episodio, questo o quell’appalto perché non so fare classifiche e COSEVA, poi, è capace di raccontarsi benissimo da sé, come il libro che pubblichiamo quest’anno dimostra.

Voglio farci gli auguri guardando fin nel profondo gli occhi della nostra gente. Voglio farlo ricordando quel movimento unisono e corale che nello spazio di questi 40 anni ci ha portato fino a qui, pulendo chilometri di pavimenti che a metterli in fila arriverebbero fino alla luna, spostando, manipolando e sollevando milioni di tonnellate di merci, dando risposta a richieste e domande come se piovesse.

E ci abbiamo messo tutti del nostro per fare sì che oltre all’impegno ed alla capacità ci fosse nel lavorare duro anche una goccia di splendore.

Faccio gli auguri a chi nella fatica sente odore di pulito, a chi non perde mai il filo della fantasia, a chi alle future generazioni potrà dire di avere consegnato un dono grande come COSEVA.