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La Donna e il Mare

08/03/2022

La Donna e il Mare

“Guardò il mare e capì fino a che punto era solo, adesso. Ma vedeva i prismi nell’acqua scura profonda, e la lenza tesa in avanti e la strana ondulazione della bonaccia. Le nuvole ora si stavano formando sotto l’aliseo e guardando davanti a sé vide un branco di anatre selvatiche stagliarsi nel cielo sull’acqua, poi appannarsi, poi stagliarsi di nuovo; e capì che nessuno era mai solo sul mare.”

Un estratto dal celebre “il vecchio e il mare”, il libro che valse il Nobel per la letteratura a Ernest Hemingway. La storia del pescatore Santiago che, dopo 84 giorni senza aver pescato nulla, uscì nuovamente in mare cominciando, così, il duello con l’enorme Marlin (grosso pesce simile al pesce spada). La storia di Santiago e della sua forza di volontà che non vacilla anche se ferito e solo in mezzo al mare. Il buio della notte che lo avvolge mentre viene trascinato con la sua barca dal pesce ferito ma ancora in lotta con il pescatore.

La forza di Santiago con la quale affronta il mare, la notte, la solitudine. Nel 2010 cinque giovani donne fondarono la prima cooperativa di pescatrici in Italia. Quel mare pericoloso e profondo le 5 signore di Carrara lo affrontano ogni giorno uscendo dal porto, pescando ma anche lavorando e vendendo i prodotti ittici.  In un mondo prettamente maschile loro sono state il primo equipaggio al femminile a occuparsi di tutta la filiera. Una cooperativa che suscita sorpresa e soddisfazione. Radi, Valentina, Tania, Margherita, Sabrina e tutte le socie che a loro si sono aggiunte affrontano quella battaglia che Santiago e il suo Marlin rappresentano così bene. Un lavoro di fatica affiancato a una quotidianità a cui ogni donna deve render conto. Una quotidianità fatta di continui ostacoli da superare, capacità da dimostrare e normalità troppe volte anormali per loro. Essere donne, mamme, figlie, lavoratrici, casalinghe, amiche e mogli.

Hemingway racchiude in una frase del libro l’essenza di questa forza: “La vittoria risiede già nell’azione stessa che lo ha portato al mare a cercare una soluzione alla sua mala sorte”.

Chissà forse un giorno non si dovrà più festeggiare l’8 marzo ma ,per adesso, auguriamo buon vento e buon mare calmo alla cooperativa femminile toscana.

Anna Bonadonna