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Gli Eroi e il Popolo Nascosto

07/02/2022

Gli Eroi e il Popolo Nascosto

Sono passati quasi due anni dal primo telegiornale che annunciava una malattia che preoccupava il popolo cinese. Molti di noi udirono per la prima volta la parola “lockdown”. Da una settimana all’altra ci siamo ritrovati all’interno di un vortice: dirette televisive con capi di stato terrorizzati, cartelli che ci negavano libertà di gesti e movimenti, la spesa da poter fare solo nel supermercato del proprio paese. Le città si sono fermate, con le strade vuote e le vetrine spente. Tutti a casa ad aspettare la diretta in televisione delle 18:00 dove il presidente del consiglio ci aggiornava sullo stato della “Pandemia”(un altro termine che abbiamo imparato a conoscere bene). Intere famiglie a casa senza lavoro, lavoratori dipendenti in cassa integrazione e lavoratori autonomi che non sapevano neanche se avrebbero mai riaperto la propria attività.

 

Grande risalto ebbero gli eroi di quei giorni: gli addetti sanitari. I medici, gli infermieri e gli oss che combatterono in prima linea il virus nelle corsie e nelle stanze di ospedale di pazienti impauriti da questo nuovo male che non si sapeva come combattere. Nel silenzio di quelle stanze e di quelle corsie un popolo nascosto viveva accanto agli eroi acclamati. Quel popolo fatto di addetti alle pulizie che si trasformarono in addetti alla sanificazione di strade, mezzi di trasporto e anche uffici, negozi, ospedali. Un lavoro volto ad assicurare la sicurezza di ambienti di lavoro sanificati e puliti da questo virus nascosto nelle strette di mano, nei pomelli delle porte e nei tasti di un ascensore. Un male che gli addetti alle pulizie hanno dovuto conoscere da vicino. Il virus colpiva chiunque nonostante le attività fossero chiuse e il mondo stesse rallentando a favore di una natura che sembrava tirare un sospiro di sollievo(unica vincitrice di due mesi infernali). Bisognava assicurare a quegli eroi che curavano uomini e donne intubati ambienti di lavoro igienizzati. A, addetta alle pulizie da 20 anni, mi racconta la paura di quei giorni. La paura di lavorare in luoghi dove il virus sconosciuto era presente senza sapere cosa si sarebbe portato a casa a fine giornata. La paura di poter infettare i propri figli la sera, perché ancora non si sapeva come si diffondeva il virus. Un abbraccio o un bacio, gesti d’amore che potevano trasmettere quel male sconosciuto. La paura affiancata, però, al senso del dovere, alla dignità del proprio lavoro che garantiva luoghi di incontro, di cura, di lavoro puliti e sanificati. Lavorare sapendo che sarebbe stato rischioso ma anche fondamentale per la lotta al virus e per la ripartenza.

 

Concetta d’Isanto ,addetta alle pulizie in un ospedale di Milano, è stata tra i 57 eroi insigniti dal presidente della Repubblica Mattarella dell'onorificenza di “Cavaliere al merito” che si sono distinti nella lotta all'emergenza al Coronavirus. Un’eroina come simbolo del popolo nascosto degli addetti alle pulizie.

 

Ancora oggi a distanza di 23 mesi gli addetti alle pulizie continuano in silenzio il loro lavoro fondamentale per gli “eroi” addetti sanitari ma anche per il negozio che ha potuto riaprire, per l’autista del pulmino scolastico che ha ricominciato a fare il giro per portare i bambini a scuola e per quel paziente che ora può ricevere nuovamente una visita in ospedale. Grazie addetti alle pulizie.

 

Anna Bonadonna