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ENVIRONNEMENT

03/02/2021

ENVIRONNEMENT

La nostra presenza sul pianeta terra è di per sé una fonte di inquinamento. L’essere umano tende per sua natura a non stare fermo, a cercare soluzioni di vita sempre più comode ed appaganti, quindi a piegare alle sue necessità l’ambiente circostante.

È anche vero che la natura ha una resistenza incredibile e che tende ad adattarsi ai cambiamenti, come dimostrano tutte le situazioni di degrado urbano, cioè dove l’uomo abbandona le manutenzioni ordinarie dell’assetto urbano, la natura si riappropria del territorio in tempi relativamente rapidi. Ne fanno bella mostra le periferie urbane con i marciapiedi costruiti da pochi anni letteralmente sovrastati da erbaccia e cespugli (Roma oggi offre purtroppo ampi spazi dedicati a tale incuria, ma non solo la nostra capitale).

Ma quanto sopra descritto, non rappresenta una garanzia di indistruttibilità dell’ambiente naturalistico, anzi è esattamente il contrario, visto che solo alcune specie di flora e di fauna riescono a inserirsi nei nostri spazi di urbanizzazione moltiplicandosi a dismisura (segno di squilibrio) mentre decine di specie si estinguono.

Certo non possiamo essere noi della cooperativa Coseva, a trovare soluzioni alla sovrappopolazione mondiale, alla cementificazione del pianeta, all’allargamento smisurato dei territori occupati dalle grandi città, al diffuso inquinamento dell’aria, del suolo, delle acque.

I problemi del pianeta e della sopravvivenza dell’umanità è compito della Politica, con la P maiuscola che coinvolge tutti i cittadini del globo, ma soprattutto i grandi governanti delle nazioni più ricche e forti economicamente.

Personalmente, credo che i grandi governanti sono troppo presi dagli interessi nazionali, malgrado l’ormai l’affermata globalizzazione dell’economia e dei disastri ambientali.

In attesa di un dialogo costruttivo che porti a concrete iniziative planetarie per rallentare il surriscaldamento del pianeta e lo scioglimento dei ghiacciai, generando fenomeni atmosferici estremi sempre più disastrosi, noi di Coseva abbiamo l’obbligo morale di perseguire obbiettivi sempre più ampi di salvaguardia dell’ambiente.

Noi dobbiamo essere vicini a tutti quei cittadini del mondo che si adoperano per migliorare tutti i giorni le buone prassi ecologiche.

La Sostenibilità dello sviluppo economico è d’obbligo.

Se i grandi della terra non riescono a dialogare sui temi ambientali, questo non esclude i tanti “piccoli” come noi, possano riuscire a incidere sulla possibilità di consegnare ai nostri figli e nipoti un pianeta vivibile.

La tecnologia, che a volte fa danni, nei nostri settori (dalle pulizie alla movimentazione merci) esprime continue evoluzioni, nella direzione del minor impatto ambientale possibile.

Coseva ha in continua elaborazione la ricerca di soluzioni lavorative rispettose dell’ambiente: ci siamo certificati ISO14001 (certificazione ambientale) già da diversi anni, ci siamo dotati di macchine lavasciuga per grandi superfici che non usano detersivi essendo dotate di un sistema di inversione della polarità dell’acqua.

Utilizziamo diffusamente in entrambi i settori aziendali batterie al gel, che oltre a consumare meno energia elettrica sono più facilmente riciclabili. Utilizziamo detergenti Ecolabel (Certificazione Europea dei detergenti biodegradabili al 100%), monitoriamo i consumi di combustibili per autotrazione. Tutti gli anni aggiungiamo al nostro parco auto mezzi EURO 7 e a GAS (purtroppo da noi il metano ha una rete distributiva molto limitata). Le iniziative sono molte e diffuse su tutti i settori della cooperativa. Mi piace ricordare che per costruire

la nostra nuova sede aziendale la scelta è caduta su un edificio già esistente, che se pur demolito e ricostruito ha rappresentato un incremento del territorio cementificato pari a zero. Sui criteri di costruzione abbiamo portato la nostra volontà di ridurre al minimo l’impatto ambientale e a fine lavori riusciremo a rendicontare sul contenimento di emissioni nocive.

Mi viene un po’ da sorridere se penso che le attività da noi erogate sono soggette ai C.A.M. (Criteri Minimi Ambientali) visto che possono ritenersi fra le attività industriali meno inquinanti. Com’è vero che vorrei vedere applicati i C.A.M. ai settori produttivi a rischio di inquinamento, sorrido a volte.

Sorrido a volte perplesso per l’applicazione obbligatoria prevista dalla legge dei “Criteri Minimi Ambientali” alle attività di pulizia, facchinaggio e portierato. Terminato il momento ilare dovuto al confronto sopra

riportato (che ha effettivamente aspetti paradossali) torno alla realtà, che impone di trovare soluzioni sempre più ingegnose e più rigorose nel rispetto dell’ambiente, anche dove “sembra” che non ce ne sia necessità.

I “CRITERI MINIMI AMBIENTALI” se non fossero obbligatori per legge ce li dovremmo autoimporre tutti i giorni... e il giorno successivo dovremmo cercare di migliorare quello che abbiamo fatto

in quello precedente.

La sostenibilità del nostro sviluppo sta nella nostra quotidiana ricerca di soluzioni ad impatto ambientale più contenuto possibile.

Coseva è totalmente allineata e impegnata in questa direzione.

Non aspettiamo i grandi della terra.

Cerchiamo di fare tutti i giorni qualcosa per l’ambiente e il giorno dopo un po’ di più. La nostra sola presenza può essere di danno alla natura...sta a noi limitarlo.